mercoledì 17 settembre 2014

Bagni Derivativi: il potere dell'acqua fresca per la salute e la disintossicazione del corpo

Il Bagno Derivativo è una competenza animale e probabilmente arcaica, poiché tra gli animali, l'istinto di rinfrescare il sesso in condizioni precise, come fanno cani e gatti, si presenta ai nostri occhi ogni giorno.

Il bagno derivativo – che consiste nel raffreddare esclusivamente il sesso in condizioni precise – è conosciuto da migliaia di anni. È probabile che facesse parte del nostro “materiale di sopravvivenza” all'inizio del mondo, se si fa riferimento agli animali che lo praticano essenzialmente quando sono malati, feriti, o troppo ben nutriti nelle nostre case, come accade spesso per gli animali domestici.

In Cina, il paese dell'agopuntura, si sa che l'estremità del pene nell'uomo e le grandi labbra nella donna sono le parti più reattive del corpo.

La tecnica è stata ri-scoperta in occidente da Louis Kuhne. In un periodo in cui era sofferente di una grave malattia ai polmoni, egli ha avuto la fortuna di osservare un gatto che per guarire rapidamente da una frattura ha utilizzato una miracolosa cura a suon di leccate sul proprio sesso (e sulla gamba rotta). Kuhne, osservando la rapida guarigione del gatto ha quind provato a replicare la cura sul proprio corpo ed è guarito rapidamente dalla sua afflizione con quelli che sono stati denominati "semicupi con frizione" o "bagni derivativi".

Il bagno derivativo, come può indicare il suo nome, fa derivare, viaggiare le sostanze, le materie, le molecole di troppo che abbiamo nel nostro corpo, quelle che non sono trasformate in muscoli, sangue, ossa, il bagno derivativo sembra dunque far ritornare lentamente queste eccedenze inutili lì dove erano all’inizio, nell’intestino, al fine di evacuarle.


I benefici dei bagni derivativi

Nel libro "I Bagni Derivativi" di F. Guillan è riportata un'esperienza ventennale sull'uso della tecnica, testimoniando i benefici dei bagni derivativi per una lunga serie dei problemi di salute:

  • foruncoli, acne, dermatiti, eczemi
  • verruche
  • stitichezza
  • vari disturbi associati alla gravidanza
  • nevralgie e mal di denti (anche associato ai dentini che spuntano nei bimbi)
  • dolori al collo e alla schiena
  • mal di gola
  • dolori di varia natura
  • mal di testa
  • insonnia
  • dipendenza da droghe (anche da caffè)
A questi effetti benefici si aggiungono il riacquisto di un peso-forma, la ricrescita dei capelli ed il riacquisto del colore originale da parte dei capelli che erano diventati bianchi, la diminuzione del tartaro sui denti nonchè la prevenzione delle afflizioni delle vie respiratorie e delle otiti

I benefici dei Bagni derivativi dopo l'assunzione della Pillola e/o di altri farmaci ormonali

 Dopo una cura farmacologica o ormonale, come dopo una stimolazione ovarica o dopo l’assunzione della pillola anticoncezionale, risulta essere importantissima una pulizia completa dell'organismo.
Anche quando l’assunzione di ormoni viene interrotta, le tossine rimangono in circolo e gli strascichi e le conseguenze sull’organismo si possono far sentire per diversi mesi dopo. Ed è per questo che la disintossicazione risulta essere quasi necessaria, per riequilibrare naturalmente sia l’asse ormonale che, di conseguenza, l’organismo intero.
Chi passa dall'utilizzo della Pillola, all'utilizzo di un apparecchio Babycomp, potrà beneficiare particolarmente dei bagni derivativi, come metodo di disintossicazione dell'organismo dagli ormoni, aumentando la possibilità di un veloce ripristino della fertilità e della regolarità ciclica, con conseguente maggior numero di giorni verdi. 

Come si effettuano i Bagni Derivativi?


Assicurati di avere a portata di mano:

  • Un asciugamano
  • Acqua fresca
  • Un bidet
Procedimento:
  •  Assicurati che la temperatura in bagno siaadeguatamente calda . Dopodiché indossa dei calzini e tieni ben al caldo il resto del corpo. Quindi riempi il bidet con un po di acqua fredda, senza però esagerare, perché una volta seduta l'acqua non deve arrivare ai glutei. Questi infatti dovranno rimanere completamente asciutti. Se sei particolarmente sensibile, puoi iniziare usando acqua tiepida. Immergi il pezzo di asciugamano nell'acqua e strizzalo leggermente. 
  • Passa l'asciugamano bagnato nelle pieghe inguinali fino all'ano. Prima dal basso verso l'alto e poi viceversa, in modo da alternare il movimento e conferire un'efficacia migliore al massaggio. Il movimento deve ricordare una sorta di lingua di gatto, leggermente ruvida.  Procedi in questo modo per 5 minuti se hai un peso corporeo sotto i 70 Kg, altrimenti 10 minuti. 
  •  Questo metodo è valido sia per gli uomini che per le donne.  All'inizio si deve cominciare con pochi minuti ma poi si può aumentare gradatamente nei giorni successivi.
    Finito il bagno derivativo vestiti e tieni la parte trattata al caldo.  Dopo non molto tempo comincerai già a notare dei miglioramenti.
Se non hai molto tempo per effettuare l'intero procedimento o quando non hai un bidet a disposizione puoi usare il cuscinetto gel B-Bikun che ti offre gli stessi benefici in qualunque momento, senza doverti spogliare o bagnare.

Bagni Derivativi: cosa sono e perche' fanno bene?
Il bagno derivativo è una competenza animale e probabilmente arcaica per quello che ci riguarda, poiché tra gli animali, l'istinto di rinfrescare il sesso in condizioni precise, come fanno cani e gatti, si presenta ai nostri occhi ogni giorno. - See more at: http://www.spaziosacro.it/interagisci/blog/blog2.php/i-bagni-derivativi-cosa-sono#sthash.thDmRmap.dpuf
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sabato 13 settembre 2014

Ovaio Policistico. Le Soluzioni della Medicina Alternativa - Intervista alla Dott.ssa Panozzo per "Vivi Consapevole"

Ovaio Policistico. Le Soluzioni della Medicina Alternativa  - Intervista alla Dott.ssa Panozzo per "Vivi Consapevole"

Omeopatia e fitoterapia sono una valida alternativa all'utilizzo della pillola anticoncezionale nel trattamento dell'ovaio policistico


- a cura di Laura Gabrielli

La dottoressa Marialessandra Panozzo ci spiega che cos'è la sindrome dell'ovaio policistico, come viene diagnosticata e trattata nella prassi nella prassi convenzionale e quali sono le alternative della medicina complementare alla dilagante prescrizione della pillola anticoncezionale come terapia per questa patologia.

Che cos'è l'ovaio policistico e come viene diagnosticato?

L'ovaio policistico è un disturbo a livello dell'asse endocrino-metabolico.
Spesso vi è una sovradiagnosi di ovaio policistico. Oggi, a mio avviso, c'è la tendenza a considerare tutte le ragazze che hanno un qualche tipo di disfunzione ormonale come affette di ovaio policistico.
Ho verificato che, in molti casi, l'ovaio policistico viene diagnosticato dopo la sola ecografia, mentre in realtà la maggior parte delle giovani donne a cui viene fatta questa diagnosi ha soltanto delle disfunzioni ovariche. Ci possono essere delle piccole cisti perchè le ovaie non riescono a produrre un unico follicolo per l'ovulazione e restano bloccate con dei microfollicoli: questo solo aspetto non basta per fare la diagnosi di ovaio policistico. L'ovaio policistico (PCO) è una malattia ben precisa in cui sono presenti cisti ovariche, valori ormonali alterati nell'esame del sangue, flussi in ritardo, la tendenza all'acne o alla peluria in eccesso. Nel tempo, se il problema dell'ovaio policistico dovesse persistere, anche perchè trascurato, vi può essere insulino-resistenza con la tendenza al diabete, piuttosto che all'obesità, alla pressione alta ecc.
In conclusione, l'ovaio policistico deve essere diagnosticato in maniera precisa, non per il solo fatto che nell'ecografia si vedano delle cisti.

Quali consigli possiamo dare alle mamme di figlie giovani con l'ovaio policistico che non hanno, ancora, delle esigenze di tipo contraccettivo? Assumere la pillola è davvero l'unica soluzione proponibile?

Assolutamente no. Innanzitutto è vero che la pillola blocca le cisti ovariche, ma questo accade perchè la pillola sopprime i sintomi congelando tutte le funzioni delle ovaie; non le aiuta a imparare a lavorare, semplicemente si sostituisce a esse, nella speranza che, smettendo l'assunzione, poi esse riprendano un'attività regolare, cosa che invece spesso non succede.
Infatti, molte ragazze che avevano una mestruazione irregolare prima di prendere la pillola, spesso, poi, quando la sospendono, vanno in amenorrea post pillola. La pillola non è una vera terapia: dal mio punto di vista, come omeopata, è proprio una controindicazione per le ragazze con un ciclo irregolare. In tal caso è preferibile sottoporsi a un trattamento di medicina olistica, che aiuti a riequilibrare e riattivare l'attività delle ovaie. L'ovaio policistico è una condizione di disfunzione ovarica e perciò le ovaie devono essere rieducate a lavorare. La medicina olistica, in particolare quella omeopatica, lo può fare tranquillamente.

In che modo l'omeopatia può aiutare queste ragazze a ritrovare un ritmo endocrino e metabolico corretti?

Sicuramente la terapia più efficace è il rimedio omeopatico, che viene dato, come sempre in omeopatia unicista, a livello personalizzato: ci vuole un colloquio omeopatico di 30-60 minuti per riuscire a individuare i temi salienti della persona e trovare il rimedio che riporta in equilibrio l'organismo in maniera definitiva...

Ci sono altri rimedi naturali utili in questa patologia?

Sì, potrebbero essere di aiuto anche molti prodotti di fitoterapia. Ci sono delle piante, ad esempio, che sono estrogeniche, come la salvia, oppure che hanno una maggiore componente progestinica come l'alchemilla: entrambe possono essere usate nei disturbi dell'ovaio policistico, a seconda dei tipi di dosaggi ormonali della ragazza che ci troviamo davanti.
Non da ultimo, visto che si è parlato di insulino-resistenza, è molto importante l'aspetto alimentare: se una ragazza soffre di ovaio policistico, deve sicuramente imparare a mangiare in maniera più corretta (evitare zuccheri semplici, dolci, latticini, prediligere gli alimenti che aiutano a drenare il fegato, ad andare di corpo e a urinare con regolatità).
Nella patologia dell'ovaio policistico c'è un eccesso di ormoni maschili rispetto a quelli femminili e quindi c'è facilmente un conflitto tra il desiderio di diventare donna e la difficoltà che questo comporta. Possiamo senz'altro dire che nel PCO c'è un'importante componente psicologica e una correlazione con il vissuto della donna.



Marialessandra Panozzo, ginecologa, omeopata e psicoterapeuta vive e lavora a Prato come libera professionista. E' responsabile dal 2003 dell'ambulatorio di omeopatia per la donna della ASL 2 dell'Ospedale di Lucca. Si occupa da anni della salute della donna dalla maternità alla menopausa attraverso l'omeopatia, l'alimentazione e lo stile di vita; convinta che la vita sia un continuo processo di crescita e cambiamento segue le donne nelle fasi delicate accompagnandole con le terapie complementari. Ha scritto tre libri: Osteoporosi e Menopausa (Entrambi Giunti Demetra) e Candida: cure naturali e alimentazione per AAM Terra Nuova www.ginecologiaomeopatica.it Da anni organizza con il gruppo Condividendo ( www.condividendo.it) la festa del Ben-Essere a Villa Montalvo (Campi Bisenzio, Firenze).

Leggi l'Intervista alla Dott.ssa Marialessandra Panozzo anche sull'ultimo numero di Vivi Consapevole!

Leggi le altre interviste ai nostri esperti! 


Leggi tutti i nostri articoli sui Disturbi del Ciclo Mestruale!

venerdì 12 settembre 2014

"Fare l'Amore - Sesso e Amore: la Via Divina" di Barry Long


"Fare l'Amore - Sesso e Amore: la Via Divina" di Barry Long

Fare l'amore: Sesso e Amore, La Via Divina, è un libro - un longseller - sugli errori che tutti quanti abbiamo commesso nella confusione tra sesso e amore.


Contiene gli insegnamenti tantrici essenziali di Barry Long
su come riscoprire la vera unione tra uomo e donna.
Egli porta in primo piano la sessualità maschile quale corruzione dell'amore su questo pianeta e afferma che la maggioranza dell'infelicità sorge perché abbiamo dimenticato come fare l'amore in modo retto.

Barry Long restituisce un posto al romanticismo e porge alle coppie suggerimenti molto pratici su come cambiare il loro comportamento sessuale, in modo da riallineare l'amore dell'uno per l'altro con l'amore per il Divino - Dio.


Ampiamente riconosciuto come un lavoro innovativo, il libro è spesso citato come fonte d'ispirazione da altri insegnanti e terapeuti in questo campo.


E stato tradotto in nove lingue e quando ben posizionato, in libreria e nella rete, diventa un best-seller , perché il titolo dice tutto.


Si tratta di una edizione in italiano, revisionata nella traduzione e nell'editing, a cura della M&M Editrice.

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lunedì 8 settembre 2014

Quando un bambino non arriva - Intervista a Jessica Borgogni per "Scienza e Conoscenza"

Quando un bambino non arriva
Infertilità: cause e alternative alla riproduzione medicalmente assistita

- a cura di Laura Gabrielli

La fertility educator Jessica Borgogni ci spiega le cause dell'infertilità e le alternative alla fecondazione assistita per favorire il concepimento

Quali sono i dati relativi alle coppie che, nel nostro Paese, non riescono a concepire? Le coppie infertili stanno aumentando? Se sì, quali sono a tuo avviso le ragioni di questo dato?

Secondo una raccolta dati 2006 a cura dell'Istituto superiore della sanità di Roma, che ha coinvolto 342 centri italiani di procreazione medicalmente assistita, la percentuale di coppie affette da infertilità in Italia corrisponde al 15-20%. Ciò significa che 2 coppie su 10 incontreranno problemi nel concepire un figlio e questo numero cresce all'aumentare dell'età della coppia.
Le cause dell'infertilità femminile e maschile sono molteplici, ma rispetto al passato notiamo che il fenomeno dell'infertilità è in crescita. I motivi sono nascosti in diversi fattori: in particolare, l'età in cui oggi si comincia a cercare un figlio sempre più tardiva (spesso oltre i 35 anni), ma anche lo stile di vita meno sano di un tempo per quanto riguarda l'alimentazione, il fumo, l'abuso di alcol, droghe e farmaci, la maggiore mobilità sessuale, gli effetti del crescente inquinamento ambientale.
Dobbiamo comunque ricordare che il fenomeno dell'infertilità di per sè è sempre esistito. Ciò che è diverso è che oggi se ne parla di più e quindi ne abbiamo anche un'amplificata percezione a livello sociale. Prima invece era vissuto in silenzio dalla coppia, come uno dei tanti tabù legati alla sfera della sessualità.

Quali sono le principali cause dell'infertilità femminile? E di quella maschile?

Nelle coppie che presentano infertilità le cause possono essere ricondotte tanto alla partner femminile quanto al partner maschile, nella stessa misura, ovvero circa il 30-35% ciascuno. Nel 15 % delle coppie, invece, il problema riguarda entrambi i partner contemporaneamente.
Tra le cause più frequenti di infertilità femminile troviamo i disturbi del ciclo mestruale (anovulazione), come conseguenza di squilibri nel metabolismo glucidico dovuti a sovrappeso/obesità o sottopeso, disturbi tiroidei o endocrini, cause psicogene. Altre cause riguardano alterazioni strutturali delle tube di Fallopio o della cavità uterina (congeniti o acquisiti), infezioni al tratto riproduttivo in corso o pregresse, risposte del sistema immunitario contro il seme maschile, difetti genetici negli ovociti.
Per gli uomini, invece, la principale causa di infertilità è relativa alla qualità del liquido seminale (basso numero di spermatozoi, ridotta motilità e/o alterata morfologia), dovuta a varicocele, infezioni uro-genitali cause genetiche o immunitarie, febbre, farmaci e persino condizioni di lavoro a rischio, come l'esposizione a fonti di calore elevato, impatti alla zona genitale o contatto con sostanze tossiche.

Ci sono poi alcune coppie che non riescono a concepire, ma in cui non si trovano cause organiche di infertilità: ci puoi parlare di questo fenomeno? Quale ruolo gioca lo stress e le aspettative di avere un figlio subito in queste coppie?


Circa il 10-15% dei casi di infertilità viene definito "inspiegato". Ciò significa che per queste persone la medicina non riesce a individuare la ragione del problema. In parte, può trattarsi di una buona notizia: non c'è certezza di un problema di infertilità e dunque si può continuare a sperare che la gravidanza arrivi, prima o poi, in modo naturale. Amici o familiari spesso tentano di sdrammatizzare: "Hai visto? Non avete niente che non va, è solo l'ansia, dovete solo smettere di pensarci e allora vedrai che il figlio arriva...". In realtà, questa situazione aggiunge, oltre al dolore dell'infertilità, il trauma di un finale che resta aperto, sospeso.
Gli studi dimostrano che le condizioni di ansia o depressione possono di fatto influenzare negativamente la fertilità, addirittura ostacolando le percentuali di successo delle coppie che intraprendono la riproduzione artificiale. Tuttavia, non possiamo ricorrere all'ansia o allo stress come spiegazioni di ogni caso in cui manchi la diagnosi.
Per quanto riguarda le aspettative, invece, è possibile che alcune coppie si trovino dinanzi a un "apparente infertilità" perchè hanno ricercato troppo presto attenzione medica, magari dopo appena un paio di cicli. In questo modo è facile trovarsi catapultati troppo in fretta nella dimensione della patologia della fertilità, senza una reale indicazione a farlo.

Per queste coppie, quale percorso viene proposto dalla medicina "ufficiale"?

La proposta dei medici è ugualmente quella di sottoporre la coppia all'iter della riproduzione medicalmente assistita, anche in assenza di una diagnosi che indirizzi sul trattamento. L'approccio è quello di intervenire su tutti gli step della catena riproduttiva, che diventa sotto totale controllo medico con farmaci e procedure per pilotare artificialmente i meccanismi della fertilità. Questi comprendono la stimolazione ormonale, il prelievo degli ovociti, il trattamento del liquido seminale, fino alla fecondazione in vitro e il conseguente trasferimento degli embrioni in utero. Si tratta di un percorso non facile, poichè esige costi sul piano fisico, emotivo e personale, oltre che talvolta economico.
Naturalmente è una scelta molto personale, e anche quando può essere l'unica strada per avere un figlio biologicamente proprio, deve poter essere intrapresa nella massima consapevolezza. A maggior ragione, per quelle coppie nelle quali l'infertilità non sia stata mai realmente accertata.

Secondo la tua esperienza, cosa si nasconde in alcuni di questi casi di infertilità senza causa apparente?

Occorre assicurarsi di partire dalla corretta conoscenza della biologia del ciclo femminile e del periodo fertile. Tantissime coppie ancora oggi ignorano il fatto che non tutti i rapporti sessuali possono portare a una gravidanza, ma solo quelli a una distanza ravvicinata rispetto all'ovulazione femminile. In tutti gli altri momenti la possibilità di gravidanza è pari a zero. Paradossalmente, la situazione può essere addirittura peggiorata dagli sforzi di pianificazione dei rapporti sessuali, quando avvengono rispetto a quello che la donna "crede" essere il suo periodo fertile, perchè si affida a calcoli da calendario o altri strumenti approssimativi o informazioni parziali che apprende su Internet.
In questo modo, una coppia rischia di mancare sistematicamente il bersaglio, invece di centrarlo. Può sembrare sorprendente, ma accade più spesso di quanto si pensi.

Quali consigli ti senti di dare a chi da tanto tempo sta cercando un figlio che non arriva?

Prima di tutto, un consiglio pratico alle aspiranti madri: imparate a conoscere la vostra fertilità, sotto la guida di un esperto del settore. Purtroppo in questo aspetto molto spesso i ginecologi sono carenti. Inutili, ad esempio, i classici dosaggi ormonali femminili, prescritti secondo un calendario fisso che quasi mai corrisponde alla realtà biologica della singola paziente. Prima di accettare indagini, spesso anche invasive, imparate a comprendere se ve ne sia reale necessità.
Poi vorrei permettermi un consiglio sul piano umano: come tutti gli scontri, quello con l'infertilità può generare grande angoscia. Per fare in modo che la sofferenza non si riduca alla frustrazione di un desiderio che non riesce a prendere forma, è importante accogliere con consapevolezza il proprio vissuto, imparare ad ascoltare tutte le complesse emozioni che sono legate alla generatività. E non smettere mai di chiedersi che significato ha, all'interno della propria storia di donne, uomini, coppie, l'avere o non avere un figlio. La riproduzione è un evento naturale, ma ciò non vuol dire che debba essere dato per scontato.

Viviamo in un mondo apparentemente intriso di sesso, di immagini che fanno continuamente riferimento alla sfera dell'eros. Come spieghi il divario tra questa ipersessualizzazione  e la scarsità di informazioni e di consapevolezza relative al funzionamento del proprio corpo da parte di giovani donne e uomini?

Gli elementi sessuali sono pervasivi, è vero, ma sono anche esclusivi di alcuni settori: televisione, comunicazione, moda, pubblicità. Il dato di fatto è che "il sesso fa vendere", ormai si sa. E' in grado di catturare il nostro interesse perchè è radicato nei nostri più profondi impulsi umani e da qui genera profitto.
L'informazione vera, invece, capace di generare autonomia grazie alla consapevolezza, non fa guadagnare altrettanto e perciò la sua diffusione non è stimolata. Anzi, al contrario, mantenere gli individui nell'ignoranza è da sempre la forma di controllo più efficace nella società.
Il risultato è che vengono a mancare punti di riferimento per la vita intima femminile e maschile, minacciando non solo il benessere sessuale del singolo, ma anche i rapporti tra i due sessi, che possono divenire sintomatici, con difficoltà nell'area dell'affettività e della riproduzione.
Tutto questo ci rivela che la tendenza del sesso, in quanto faccenda "privata", è sempre quella di restare un mistero. E' ancora circondato di tabù, che cambiano solo forma attraverso le generazioni.


Leggi il nuovo numero di "Scienza e Conoscenza" con l'intervista a Jessica Borgogni e altre interessanti pubblicazioni!

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venerdì 5 settembre 2014

Vaccino Hpv: in Colombia 200 ragazze svenute in 2 settimane. Isteria di massa?

Vaccino Hpv: in Colombia 200 ragazze svenute in 2 settimane. Isteria di massa?

A El Carmen de Bolivar, in Colombia, sono svenute 200 ragazze nelle ultime 2 settimane.
Continua il mistero nella cittadina di 95 mila abitanti sulla costa caraibica. Tutte sono state ricoverate in ospedale con gli stessi sintomi: svenimenti, emicranie, perdita di sensibilità in varie parti del corpo.

Secondo il sindaco della località, Francisco Veja, sono stati registrati già 276 casi dal maggio scorso. Si tratta di bambine e adolescenti, tra i 9 e i 16 anni, molte delle quali alunne della stessa scuola, il Colegio Espirito Santo.

Davanti alle tante illazioni – compresa l’ipotesi di una forma di ”isteria di massa” – il ministero della Salute ha smentito che le cause possano essere legate alla somministrazione collettiva di un vaccino contro il Papilloma virus (Hpv).

Visti i precedenti nel resto del mondo, noi non ne siamo poi così sicuri...

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venerdì 29 agosto 2014

Il Bacio Perfetto: senza rischi per la salute

Il Bacio Perfetto: senza rischi per la salute

Il rossetto è uno dei cosmetici più usati e più amati dalle donne: lo si usa per rendere le labbra più voluminose, belle da vedere e da baciare, ma vi siete mai chiesti quante sostanze nocive assimiliamo applicandolo ogni giorno o anche più volte al giorno? Uno studio americano fatto nel 2013 su 32 marche di rossetti e pubblicato sulla rivista specializzata Environmental Health Perspectives ha evidenziato che, nella vita di una donna, un uso medio del rossetto porta all’ingestione di 24 milligrammi di prodotto al giorno, mentre le persone che lo riapplicano più volte al giorno possono arrivare ad ingerirne quotidianamente anche 87 milligrammi.

Il problema non è solo il piombo, presente nei cosmetici in piccolissime quantità. A doverci preoccupare è la presenza di altri metalli come cadmio, cromo, alluminio e manganese contenuti nei comuni rossetti in più larga quantità. Come difendersi? C’è un’unica soluzione: imparare a leggere l’Inci (ossia gli ingredienti) dei rossetti e scegliere prodotti il più possibile naturali.
La formulazione di un rossetto è tra le più complesse. Si tratta di un gel ceroso, formato da cere gelificate con oli, grassi e resine, colorato con pigmenti, che viene colato allo stato fuso in stampi successivamente raffreddati, dove prende la forma caratteristica. La parte colorante è composta da pigmenti minerali o di sintesi (in cosmetica ne sono ammessi circa un centinaio, tra le migliaia di coloranti esistenti). Il colore però può essere dato anche da sostanze di natura minerale, che conferiscono effetti ottici di lucentezza metallica o perlacea. Tutti i pigmenti sono dispersi in oli di origine vegetale, minerale o di sintesi. Vengono poi aggiunte sostanze grasse e miscele di cere, e resine vegetali, per dare un effetto di brillantezza.
Gli oli, il più comune dei quali è quello di ricino, conferiscono lucentezza; le cere servono invece a dare consistenza allo stick e al deposito del sottile strato colorante sulle labbra; le sostanze grasse assicurano morbidezza ed emollienza.
Ma i rossetti contengono anche conservanti (che impediscono la proliferazione batterica), aromi, antiossidanti e una serie di principi attivi (emollienti e protettivi, anti-radicali liberi, filtri solari) per il mantenimento in buono stato della mucosa delle labbra. Sappiamo per esperienza che i migliori cosmetici sono quelli che hanno pochi ingredienti, e – come abbiamo visto – non è proprio il caso del rossetto! La soluzione per un bacio al naturale? Scegliete un rossetto bio, controllate che sia certificato e che non contenga i derivati del petrolio, le paraffine e i siliconi. Oppure, se siete brave nell’autoproduzione di cosmetici, sappiate che per una base di rossetto basta la cera d’api, il burro di karitè, olio d’oliva o ricino.
Ricetta per un bacio naturale

Procuratevi un vasetto di burro di karité e un po’ di ombretto naturale del colore che più preferite. Fate quindi fondere il burro e versaci un cucchiaino di ombretto naturale in polvere, miscelate bene. Lasciate poi raffreddare in uno stampino. Avrete pronto un rossetto unico e naturale. Per un rosso brillante si può usare la polvere di barbabietola, la cannella produce un colore rosso-marrone, mentre il cacao dà un colore marrone scuro. Certo non farà lo stesso effetto del rosso Chanel ma di sicuro è più salutare. I rossetti e i trucchi handmade hanno una durata estremamente ridotta, quindi producetene piccole quantità… potrete così cambiare il colore tutte le volte che volete!

di Glorianna Vaschetto  - Lifegate

giovedì 28 agosto 2014

Orgasmo: quanto contano le misure femminili?

Orgasmo: quanto contano le misure femminili?

In campo sessuale, quando si parla di dimensioni lo si fa sempre in merito a quelle dei genitali maschili e in genere si sottolinea il fatto che non contino particolarmente in fatto di soddisfazione e raggiungimento del piacere.  Ma, secondo un recentissimo studio americano, pubblicato sulla rivista scientifica Journal of sexual medicine, ci sono altre dimensioni che potrebbero invece giocare un ruolo non secondario nel facilitare o meno il raggiungimento dell’orgasmo da parte della donna.

Parliamo delle dimensioni del clitoride e della sua localizzazione. I ricercatori, guidati da Susan Oakley del Good Samaritan Hospital di Cincinnati, hanno, infatti, rilevato che un clitoride leggermente più piccolo della media e più distante dalla vagina è collegato a maggiori difficoltà, da parte della donna, a raggiungere l’orgasmo. Una conclusione cui sono giunti sottoponendo a risonanza magnetica pelvica trenta donne dell’età media di 32 anni, 10 delle quali con problemi di anorgasmia. In queste ultime è risultato appunto che il clitoride era mediamente più piccolo e distante dalla vagina circa 5-6 millimetri in più.L’effetto pro-orgasmo delle maggiori dimensioni e vicinanza clitoridee sono facili da ipotizzare: una più grande vicinanza alla vagina potrebbe probabilmente favorire la stimolazione del clitoride durante il rapporto mentre maggiori dimensioni potrebbero corrispondere a una più elevata innervazione della struttura, cosa che permetterebbe quindi di sperimentare sensazioni più coinvolgenti.


«Non sappiamo se le donne che hanno un clitoride più grande lo abbiano in virtù del fatto che hanno sperimentato più orgasmi, o se essere nate con l’organo più sviluppato permetta loro di sperimentare meglio il piacere» ha però sottolineato Susan Oakley in un’intervista all’Huffington post. Serviranno quindi sicuramente ulteriori studi.

Fonte: Sanihelp