lunedì 20 ottobre 2014

Perchè la sostituzione autonoma della batteria di Pearly va fatta prima che compaia la scritta "BA 09-00"?

Perchè la sostituzione autonoma della batteria di Pearly va fatta prima che compaia la scritta "BA 09-00"?

La signora P. ci ha mandato una domanda, molto comune tra le nostre clienti:

"...ho acquistato da voi un apparecchio Pearly diversi anni fa. Pensavo accadesse prima ma solo in questi giorni il display mi ha avvertito con la scritta BA09 dell'esaurimento imminente della batteria.

Ho cercato notizie sul vostro sito e scoperto della possibilità di cambiare autonomamente la batteria, del resto un'operazione abbastanza semplice. Ma ho letto che bisogna farlo prima che appaia la scritta BA0...
Cosa succede altrimenti?"

Cara P.
Le disposizioni del fornitore (e del certificatore) tedesco, come vede nel Libretto delle Istruzioni, sono che le sostituzioni delle batterie degli apparecchi andrebbero sempre fatte da un Centro autorizzato (per l'Italia siamo noi, Baby Comp Srl).

Quando ci siamo accorti che il cliente può evitare per un paio di volte di inviarlo a noi, risparmiando la cifra che noi siamo costretti a chiedere € 39,32 + le spese di rispedizione, abbiamo immediatamente informato i clienti, attraverso le nostre newsletter, articoli sul blog, post sui social network ecc. e abbiamo fatto, appositamente, un video spiegando anche la limitazione relativa all'indicazione di BA:



Infatti, come ha visto, purtroppo, quando l'apparecchio indica con BA che la batteria sta scadendo è tardi per fare la sostituzione autonoma della batteria.

Il software non cancellerebbe questa indicazione fino a quando non interverremo noi.

Non effettui la cancellazione dei dati perché l'indicazione non scompare.


venerdì 17 ottobre 2014

Bambini e apparecchi Babycomp: 3 modi per evitare incontri ravvicinati!

Bambini e apparecchi Babycomp: 3 modi per evitare incontri ravvicinati!

I bambini, si sa, sono curiosi di natura e lo diventano ancor di più di fronte a marchingengi dalle forme strane, colorate, che si illuminano e se, per di più, suonano e sono “proibiti”, niente potrà più distogliere la loro attenzione da essi!
Fatto sta, che gli apparecchi Babycomp sono proprio così e, agli occhi dei nostri figli, risultano estremamente interessanti. Il problema sorge quando questo interesse sfocia in incidenti e danni quali cadute, rotture, sfilacciamenti e morsi al sensore. Sì, abbiamo visto di tutto…

Essendo, gli apparecchi, dei dispositivi medici di alto valore, l’ideale sarebbe tenerli lontani dalla portata e dalla vista dei bambini. Ma, se la curiosità è già scattata, quali sono gli accorgimenti che possiamo mettere in atto? Spesso essi dipendono dall’indole e dagli interessi del singolo bambino. Vi invitiamo a condividere con noi la vostra personale strategia.

Ecco intanto alcuni spunti:


  1. Il Mantenimento degli Spazi Personali. Se, fin da piccolissimi, avete insegnato al vostro bambino il rispetto per le cose altrui, basterà dirgli “No! Quello è della mamma!” per far capire al bambino che può guardare, evitando però di toccare.
    Se ciò non bastasse, ogni volta che allunga le mani, appropriatevi del suo giochino preferito e giocateci senza coinvolgerlo. Capirà presto il senso, e desisterà dal toccare le cose degli altri senza chiedere.  
  2. Lontano dagli occhi La cosa migliore da fare, quando i bambini scorazzano in giro per casa, è nascondere l’apparecchio in un luogo poco interessante, come il cassetto dei calzini di papà o qualunque altro luogo il vostro bimbo snobbi di natura. Ciò risulta molto utile anche con bambini piccolissimo che eviteranno di prenderlo in mano per sbaglio o mordicchiarlo!
  3.  Mamma, che paura! Ci rendiamo conto di quanto non sia molto bello, né educativo usare le paure dei bambini per i nostri scopi. Ma, a mali estremi, estremi rimedi; quando nient’altro sembra funzionare, anche noi mamme e papà, a volte, dobbiamo ricorrere a metodi drastici…
    Se nulla sembra riuscire a desistere il vostro bambino dal giocherellare col vostro gioiellino tecnologico, potete puntare sulle sue paure per stroncare questo comportamento.
    E’ un bambino che ha paura dei rumori forti? Ditegli che se si schiacciano i bottoni sbagliati l’apparecchio esplode! Ha paura dell’Uomo Nero? Potete mettere il poster di Marilyn Manson (o di qualunque altro essere spaventoso) sulla porta del comodino, ben visibile non appena tenta di aprirlo!

    Sbizzarrite la vostra fantasia. La cosa importante è evitare di instillare nuove paure nel bambino, ma usare quelle che, ahivoi, possiede già. Del resto, non è mica colpa vostra se vostro figlio ha paura dei botti!
    E’ vostro dovere solo cercare di fargliela passare; e, quando ci sarete riusciti, probabilmente sarà già diventato abbastanza grande da capire il punto 1. o avrà già perso interesse di suo…
 Evita tutti i possibili incidenti al tuo apparecchio Babycomp!

venerdì 10 ottobre 2014

La Medicina Funzionale: un Approccio Naturale per il Benessere Globale

La Medicina Funzionale: un Approccio Naturale per il Benessere Globale


Il Benessere è uno stato a cui, istintivamente, ogni essere vivente aspira.
Per raggiungere un Benessere reale e completo ci sono diversi aspetti che vanno curati e nutriti, quali lo stile di vita, l’aspetto emotivo e l’alimentazione.
Ma come fare a capire ciò di cui abbiamo realmente bisogno, per operare delle scelte adatte alla nostra individualità psicofisica? Una risposta potrebbe trovarsi nella Medicina Funzionale.

Abbiamo intervistato la Dott.ssa Maria Petio, biologa ed esperta di Medicina Funzionale, su quale sia il suo approccio diagnostico e terapeutico per aiutare le persone, in particolare le donne, quando lamentano disturbi del ciclo e/ o del metabolismo.

Dott.ssa Petio, ci può spiegare cosa si intende per Medicina Funzionale?

La Medicina Funzionale, a differenza di quella convenzionale, propone un concetto di Salute più globale  rispetto alla visione di benessere fisico o psichico derivante solamente dal buon funzionamento di tutti gli organi, ma intende la Salute come uno stato di benessere sia fisico che mentale che sociale, dovuta sì, all’assenza di malattia, ma anche alla presenza di una vitalità positiva, unica per ogni individuo.


Infatti, la Medicina Funzionale, per sviluppare il suo programma terapeutico personalizzato per ogni paziente, prende in considerazione tre aspetti basilari:
  1. L’Individualità Biochimica. Ogni individuo è considerato tale in quanto, pur somigliando per certi aspetti ad altri individui, presenta delle caratteristiche che lo rendono unico. Questa unicità gli permette di adeguarsi nel modo più personale alle esperienze della vita, alle circostanze, allo stress, che gli determinano sia le attività volontarie (quali decisionalità, sviluppo della personalità e dell’emotività ecc.), sia quelle involontarie connesse al metabolismo dei nutrienti, ai processi cellulari e al funzionamento di organi e sistemi nel suo corpo.
    Anche lo sviluppo di una malattia o la manifestazione di sintomi clinici sono diversi in ogni individuo e dipendono da diversi fattori, quali caratteristiche personali o predisposizione genetica. Ma per arrivare a una patologia devono sussistere diversi cofattori quali cattive abitudini alimentari e di vita, tossicità ambientale, stress, traumi fisici, droghe, ricordi di momenti stressanti, rapporti sociali negativi. Tutti questi eventi scatenano nell’organismo la propria sequenza di reazioni biologiche negative; ecco perché, per ottenere una diagnosi accurata, è necessario conoscere questi aspetti e consigliare al paziente di seguire un’efficace terapia che lo riporti a uno stato di completo benessere, e una serie di regole di vita che gli permettano di mantenere il più a lungo possibile una buona salute. 
  2. La Funzionalità Biomeccanica. Gli stimoli sensoriali che continuamente confluiscono al Sistema Nervoso Centrale, se appropriati, ne determinano corrette risposte motrici, generanti un completo stato di benessere fisico. Al contrario, se gli stimoli confluiscono in modo viziato, generano una disfunzione che, se protratta nel tempo, potrebbe trasformarsi in patologia.
    L’obiettivo della funzionalità biomeccanica è quello di individuare e correggere una stimolazione sensoriale, alterata dal precedente squilibrio posturale, per permettere alla memoria neurologica centrale di dare una corretta risposta funzionale dell’organismo. 
  3. L’Aspetto Psicosomatico. La funzione psicologica dell’individuo è riassunta nei suoi schemi mentali, definiti, o dalla memoria innata o dalla memoria acquisita, ed è in grado di generare sia una reazione biochimica che biomeccanica, dal momento che, le tre funzioni (triangolo della salute) sono connesse l’una alle altre e interdipendenti.
    Uno schema mentale di rabbia, ad esempio, può causare sia una reazione somatica di contrazione muscolare, sia una reazione organica di secrezione ghiandolare. La canalizzazione energetica degli schemi mentali ci permette di capire in quali organi questi schemi si somatizzano in eccesso o in difetto energetico, provocando il disturbo fisico.

Può darci un esempio di tecnica diagnostica? Quali tecniche vengono usate dalla Medicina Funzionale per controllare, ad esempio, il primo aspetto: la biochimica dell’individuo?

Viene usato il Mineralogramma (o Analisi Minerale Tissutale), un test laboratoristico di screening, e non di diagnosi, atto a identificare la tendenza ai maggiori squilibri funzionali e organici di un individuo.
Attraverso l’analisi spettrofotometrica in emissione di plasma di 1 g. di capelli, vengono valutati i principali livelli e rapporti dei minerali nutrizionali, addizionali o tossici nelle cellule. Il capello, infatti, agisce come un registratore del metabolismo intracellulare, imbrigliando man mano che cresce, i prodotti metabolici cui viene esposto, minerali compresi.

Che cosa può rilevare, nello specifico, l’Analisi Minerale Tissutale?

L’A.M.T. consente di rilevare:
  •  I livelli assoluti di minerali nutrizionali più importanti e l’eventuale discostamento, in carenza o in eccesso, dal range di normalità, che ci permettono di valutare alcuni fenomeni biologici fondamentali dell’organismo, quali la velocità  dei processi ossidativi delle cellule
  •  l'eventuale presenza di minerali tossici
  •  l’attività del Sistema Nervoso Autonomo, rapportato soprattutto al suo ruolo nella gestione dello stress attraverso la regolazione del sistema endocrino (ormonale)
  •  la valutazione funzionale della ghiandola tiroidea nell’ambito della sua attività di regolazione della produzione energetica 
  • la valutazione funzionale del surrene, in risposta agli agenti stressogeni e nei confronti dei processi ossidativi
  • l'indicazione delle scelte nutrizionali più appropriate e/o l'elaborazione di uno schema di trattamento con integratori


Dott.ssa Petio Maria 

Laureata in Scienze Biologiche

Specializzata in Patologia Clinica e Nutrizione

Biologa, Operatrice del benessere 

Milano

Cell. 3315979967