Abbiamo interpellato Il Dott. Vincenzo Primitivo - Medico
Chirurgo esperto di Medicina Naturale e referente scientifico italiano
dell'Istituto Internazionale di Ricerca Peter Mandel - riguardo a un argomento che, negli ultimi giorni, sta suscitando molto scalpore: la doppia mastectomia preventiva a cui si è sottoposta l'attrice Angelina Jolie.
Negli ultimi giorni ha destato molto
scalpore la scelta della famosa attrice Angelina Jolie, di
sottoporsi a una doppia mastectomia come prevenzione del cancro al seno con cui ha familiarità. Qual'è il suo parere a
riguardo?
La persona coinvolta, in quanto attrice
famosa, ha destato scalpore a livello internazionale ma, in realtà,
noi sappiamo che questa è una pratica abbastanza diffusa, e già
ampiamente discussa nel mondo medico-scientifico.
Chiaramente, per noi, questa è una
pratica, oltremodo, discutibile, per tutta una serie di punti di
vista.
In primo luogo, da un punto di
vista strettamente scientifico: l'essere predisposti al tumore al
seno a causa della presenza di questi due geni, BRCA1 e BRCA2, non
significa ammalarsi sicuramente, in un prossimo futuro. Viene
ereditata solo la possibilità di ammalarsi, non la certezza e, le
stesse percentuali di probabilità di manifestazione del cancro, che
sono state riportate sui giornali, riguardo Angelina Jolie, sono
sicuramente esagerate.
In realtà, facendo scrupolosi
controlli annuali, anche solo esclusivamente con l’ecografia e la
mammografia, il rischio di ammalarsi si abbassa al 2% pur presentando
questi geni. Perché, grazie ai controlli periodici è possibile
individuare in anticipo il tumore, regolandosi di conseguenza e,
agendo subito, il rischio di mortalità si riduce drasticamente.
Oltre a essere discutibile, da un punto
di vista scientifico, questa pratica è particolarmente aberrante da
un punto di vista psicologico. La donna va a deturpare una delle aree
di maggiore espressione della femminilità e quindi, il contraccolpo
psicologico che ne potrebbe derivare, potrebbe portare a dei danni
superiori rispetto al beneficio strettamente clinico. Questo è un
aspetto, ovviamente, sul quale nessuno fa alcun tipo di
considerazione.
In più, l’aberrazione è anche a
livello spirituale, metafisico... Il seno della donna ha tutta una
serie di significati simbolici straordinari ai quali non possiamo non
far riferimento: l’allattamento, l’accudimento, il nutrimento,
l’amore, il contatto… intervenire, quindi, a quel livello,
significa, conseguentemente, intervenire in maniera pesante e
negativa anche su questi aspetti.
Aggiungo poi, che la questione è,
secondo me, particolarmente grave, perché Angelina Jolie, essendo
un’attrice di successo, innesca, chiaramente, dei meccanismi di
emulazione. E' come se fosse una specie di “maestro del pensiero”,
e la gente che non ha minimamente idea delle reali conseguenze, vede
che l’ha fatto lei, con i fior fior di medici che la seguono e
pensa: “se l’ha fatto lei perché non farlo anche noi?”
Ma dove rischiamo di arrivare di questo
passo? Andremo a svuotare internamente tutti gli organi, nel timore
che insorga un cancro?
Ripeto, tutto ciò è alquanto
discutibile.
Cosa consiglierebbe alle donne come
prevenzione del cancro al seno, anche in chi ha familiarità con
esso?
I consigli per quanto riguarda la
prevenzione sono semplici e come al solito sono a doppio binario:
prevenzione clinica tradizionale, quindi ecografia, mammografia, e
controlli di routine anche annuali, per chi ha predisposizione
particolare a questo tipo di problema.
Poi cercare di incominciare ad
avvicinarsi alla comprensione dei significati non solo strettamente
fisici, ma anche a quelli più psicologici, più profondi, perché la
reale prevenzione del cancro al seno non può non passare anche
attraverso l’attenzione a questi aspetti.
Ma allora quali possono essere le
cause e i retroscena psicologici più profondi legati allo sviluppo
del cancro al seno?
Sono legati a tutta quella che è la
sfera della maternità: alla cura delle persone che ci stanno
accanto, alla relazione che si stabilisce con loro, l’amore che si
prova verso di loro...
Uno de fenomeni più ricorrenti in chi
sviluppa un tumore al seno è una storia di separazione dal proprio
oggetto d’amore (il partner, un figlio, un genitore...),
separazione vissuta, chiaramente, in maniera drammatica. Il seno è
uno degli organi che, biologicamente, risponde a questo tipo di
dolore.
E poi, di base, il rapporto con
l’allattamento e il nutrimento delle persone che ci stanno accanto.
Ma la separazione è l’aspetto sicuramente più prevalente.
Ringraziamo il Dott. Primitivo per questa intervista.